Loretello

 
LoretelloE’ uno dei più piccoli borghi murati della regione, un vero un castello in miniatura, sia per le dimensioni, sia per l’ottimo stato di conservazione, sia per il disegno sapiente del suo sistema di fortificazione. Il verde paesaggio collinare marchigiano che lo circonda accresce ancora di più con il suo silenzio e la sua bellezza la suggestione che emana dalle sue antiche mura. Venne edificato nel sec. XI dall’eremo di Fonte Avellana al centro delle sue proprietà, subito dopo l’erezione a poca distanza della chiesa dedicata a S. Andrea Apostolo. La denominazione originaria era Castrum Laureti per la presenza di una selva di alloro che occupava il poggio su cui venne edificato il castello. Solo nel ‘500 la denominazione di Loreto venne sostituita da quella di Loretello come atto di omaggio e subordinazione nei confronti della nuova città sorta attorno la Santa Casa.
 
Nel 1270, dopo ripetuti atti di ostilità, l’eremo di Fonte Avellana dovette cedere la proprietà del castello e la giurisdizione sul suo territorio e sugli abitanti al comune di Rocca Contrada. Nei secoli XV e XVI Loretello divenne la difesa più avanzata del comune verso i signori che padroneggiavano la valle del Cesano e quindi fu ampliato e nuovamente fortificato, assumendo l’aspetto attuale. La struttura presenta una pianta irregolarmente triangolare, con tre torrioni ai vertici e tre a metà dei lati. Ha un solo ingresso nella parte più bassa cui si accede per mezzo di una rampa su cui poggiava in origine il ponte levatoio. Loretello portaSul lato opposto nella parte più elevata si erge un grosso torrione cilindrico a difesa del lato più esposto: La cinta murata era in origine coronata da merli e beccatelli, come appare anche da un dipinto seicentesco.
 
Le parti più monumentali sono costituite dalla porta di accesso e dal torrione circolare. La prima è stata modificata nel ‘700 con l’abbassamento della torre e la realizzazione di un ballatoio di accesso dalla parte interna. Il locale ricavato in seguito a questa modifica ospitava fino all’Unità d’Italia il Consiglio della comunità, chiamato a decidere sull’amministrazione del castello.
 
Il secondo rappresenta ancora oggi un bell’esempio di architettura militare del ‘500, conservando integro il suo apparato di difesa con merlatura, beccatelli e feritoie, seppure in parte nascoste dalle superfetazioni. Purtroppo essendo la proprietà privata, ne sono impediti il restauro ed una Il piccolo borgo ha sempre ospitato poche abitazioni, poiché la quasi totalità della popolazione abitava e abita tuttora nelle fertili campagne, che permettevano per la loro facile coltivabilità una proficua produzione di cereali, olio e vino.
 
Virginio Villani
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